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Masseria Cuturi a Manduria, tra storia e vini Primitivo

Domingo Rossetti • 5 novembre 2026
Masseria Cuturi, un'antica tenuta pugliese circondata da uliveti e vigneti, con un imponente edificio in pietra e un paesaggio rurale.

Indice

Quando una cantina riesce a raccontare insieme paesaggio, storia e identità del vino, la degustazione diventa molto più interessante del semplice assaggio. Masseria Cuturi, nel territorio di Manduria, è una tenuta vitivinicola pugliese legata soprattutto alle origini del Primitivo di Manduria. Qui raccolgo le informazioni utili per capire dove si trova, cosa produce, come si svolge una visita e quali vini scegliere a tavola.

La tenuta pugliese dove il Primitivo incontra storia e territorio

  • Posizione: la cantina si trova a Manduria, nel cuore del Salento tarantino.
  • Storia: le prime barbatelle di Primitivo furono piantate nella tenuta nel 1881.
  • Vigneti: circa 40 ettari sono dedicati alla vite, all’interno di una proprietà agricola più ampia.
  • Vini principali: Primitivo di Manduria DOC, Primitivo del Salento, passiti e varietà bianche autoctone.
  • Esperienza: visite in vigneto, degustazioni, ristorazione e soggiorni possono completare la scoperta della cantina.

Perché questa cantina è importante per Manduria

La storia della tenuta è strettamente legata alla diffusione del Primitivo nel territorio. Nel 1881, Tommaso Schiavoni Tafuri ricevette dalla moglie, la contessa Sabini di Altamura, alcune barbatelle di questo vitigno e le fece piantare nella proprietà. Da quelle prime viti nacque un legame destinato a diventare parte della memoria vitivinicola di Manduria.

Il termine barbatella indica una giovane pianta di vite già preparata per essere messa a dimora. È un dettaglio tecnico semplice, ma aiuta a capire quanto la storia del vino dipenda anche dalla capacità di conservare e trasferire materiale vegetale adatto al territorio.

La rinascita moderna della tenuta è iniziata dopo un periodo di abbandono dei vigneti. Oggi l’azienda lavora su una superficie vitata di circa 40 ettari, mantenendo una relazione stretta con boschi, uliveti e macchia mediterranea. A mio avviso, è proprio questa continuità tra recupero storico e ricerca enologica a rendere il progetto più interessante di una semplice cantina costruita intorno a un’etichetta.

Il territorio che dà forma ai vini

La proprietà si trova nei pressi di Manduria, tra il Mar Ionio e il paesaggio rurale del Salento. I vigneti poggiano su terreni argilloso-calcarei, mentre la presenza sotterranea del fiume Chidro contribuisce a creare condizioni particolari per la vegetazione, soprattutto durante le estati calde e asciutte.

Il contesto comprende anche il Bosco Li Cuturi, il Bosco Rosamarina e il Monte Diavoli, una formazione rocciosa che emerge nella pianura. Non si tratta soltanto di elementi scenografici. La biodiversità, il vento e la composizione del suolo influenzano la maturazione delle uve e aiutano a evitare che il vino risulti semplicemente dolce, potente o alcolico.

Il Primitivo qui è il protagonista, ma non l’unico vitigno. La tenuta valorizza anche Negroamaro, Aglianico, Fiano, Minutolo, Greco, Verdeca e Aleatico. Questa varietà permette di confrontare espressioni diverse della Puglia, dai rossi strutturati ai bianchi più fragranti, fino alle interpretazioni passite.

Cosa degustare nella gamma della cantina

La scelta più naturale per iniziare è un Primitivo di Manduria DOC, denominazione che identifica uno dei vini più rappresentativi dell’area. È generalmente un rosso ricco, caldo e fruttato, ma la sensazione finale cambia molto in base alla vendemmia, all’affinamento e alla percentuale di legno utilizzata.

Etichetta o tipologia Profilo da aspettarsi Abbinamento consigliato
Tumà Primitivo del Salento intenso, morbido e concentrato Carni alla brace, brasati e formaggi stagionati
Chidro Primitivo di Manduria con maggiore complessità e struttura Ragù ricchi, agnello e cucina salentina
Monte Diavoli Rosso da selezione, più profondo e adatto all’affinamento Guanciale, selvaggina e piatti di lunga cottura
Licuturi Primitivo da selezione parcellare, legato a suoli sabbiosi e calcarei Carni arrosto e pecorini ben stagionati
Picciomoro Aleatico passito, dolce e aromatico Dolci secchi, pasticceria mandorlata e formaggi erborinati

La mia regola è non iniziare dal vino più potente solo perché sembra il più prestigioso. Conviene assaggiare prima una versione più agile e poi passare alle selezioni strutturate, così si percepiscono meglio acidità, tannino e persistenza. Nel calice, la concentrazione non deve mai cancellare la freschezza.

Come organizzare una visita in cantina

Una visita ben riuscita dovrebbe comprendere almeno tre momenti: il vigneto, gli spazi di vinificazione e la degustazione. Vedere le vigne ad alberello, quando disponibili nel percorso, aiuta a capire perché questa forma di allevamento sia ancora importante nel Salento: protegge i grappoli dal vento e dal calore, ma richiede più lavoro manuale rispetto ai sistemi a spalliera.

Le degustazioni possono includere vino e olio, secondo il tipo di esperienza proposto dalla struttura. Prima di partire, controllerei sempre disponibilità, orari, lingue, durata e costo, perché queste condizioni possono cambiare in base alla stagione, agli eventi e alle attività ricettive.

Per una prima visita considero adeguata una durata di circa 90 minuti, mentre un percorso con pranzo o soggiorno richiede più tempo. Il periodo della vendemmia è suggestivo, ma può essere anche il meno prevedibile: alcune aree potrebbero non essere accessibili e il programma potrebbe subire variazioni operative.

La tenuta offre anche la possibilità di collegare il vino all’ospitalità, con camere, spazi per eventi e proposte gastronomiche. È una soluzione interessante per chi vuole visitare Manduria senza ridurre l’esperienza a una degustazione veloce, soprattutto se il viaggio comprende altre cantine del Salento.

Come servire e abbinare i vini pugliesi

Un Primitivo strutturato non va servito troppo caldo. Per le versioni giovani sceglierei una temperatura intorno ai 16-18 °C, mentre i vini più importanti possono beneficiare di una breve ossigenazione in calice o in decanter. In estate è preferibile partire da una bottiglia leggermente più fresca, perché nel bicchiere aumenterà rapidamente la temperatura.

Gli abbinamenti migliori non dipendono soltanto dal colore del vino, ma anche dalla consistenza del piatto. Un rosso ricco ha bisogno di grasso, sapidità o cotture intense. Per questo funziona con bombette pugliesi, brasati, salsiccia alla griglia e formaggi stagionati, mentre può risultare eccessivo con antipasti delicati o pesce molto magro.

Con il passito, invece, il dolce del piatto deve essere uguale o leggermente inferiore a quello del vino. Proverei un dessert alle mandorle, una crostata di fichi oppure un formaggio erborinato. È un abbinamento meno scontato, ma spesso più equilibrato del classico dolce al cioccolato molto intenso.

Durante la degustazione osservare il bicchiere è utile, ma non sufficiente. Io presterei particolare attenzione a quanto a lungo il vino resta pulito e piacevole dopo la deglutizione: è uno degli indizi più affidabili per distinguere la semplice morbidezza dalla vera complessità.

Cosa portarsi a casa dall’esperienza a Manduria

La visita a Masseria Cuturi ha senso soprattutto per chi vuole capire il Primitivo dentro il suo paesaggio, non soltanto acquistare una bottiglia. La storia del 1881, i vigneti della tenuta, il rapporto con il Chidro e le diverse interpretazioni del vitigno costruiscono un racconto coerente, che si ritrova anche nel bicchiere.

Se dovessi scegliere un percorso essenziale, partirei da un Primitivo di Manduria DOC, confronterei una selezione affinata più a lungo e chiuderei con un passito. È un modo semplice per leggere potenza, eleganza e dolcezza nella stessa identità territoriale, lasciando che sia il vino, e non il nome sull’etichetta, a guidare il giudizio.

Domande frequenti

Per iniziare, è consigliabile un Primitivo di Manduria DOC, seguito da una selezione più strutturata come Chidro, Monte Diavoli o Licuturi. La degustazione può concludersi con Picciomoro, un Aleatico passito dolce e aromatico.

Una visita essenziale può durare circa 90 minuti e comprende idealmente vigneto, spazi di vinificazione e degustazione. Prima di partire è opportuno verificare disponibilità, orari, lingue, durata e costo, che possono cambiare in base alla stagione.

Le versioni strutturate si abbinano a bombette pugliesi, carni alla brace, brasati, salsiccia alla griglia, ragù ricchi e formaggi stagionati. Sono invece meno indicate con antipasti delicati o pesce molto magro.

I vigneti si trovano nei pressi di Manduria, tra il Mar Ionio e il paesaggio rurale del Salento, su terreni argilloso-calcarei. Il fiume Chidro, i boschi, la macchia mediterranea e il vento contribuiscono alle condizioni di maturazione delle uve.

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Autor Domingo Rossetti
Domingo Rossetti
Mi chiamo Domingo Rossetti e ho tre anni di esperienza nel mondo della cultura del vino. La mia passione per il vino è nata durante un viaggio in Toscana, dove ho scoperto l'arte della degustazione e l'importanza degli abbinamenti gastronomici. Da allora, mi dedico a esplorare le diverse sfumature che il vino può offrire e a condividere le mie scoperte con gli altri. Scrivo articoli che trattano di varietà di vini, tecniche di degustazione e suggerimenti per accostamenti culinari, sempre con l'obiettivo di rendere queste informazioni accessibili e comprensibili. Mi impegno a verificare le fonti e a seguire le ultime tendenze del settore, affinché i miei lettori possano avere accesso a contenuti utili e aggiornati. La mia missione è quella di facilitare una connessione profonda tra le persone e il vino, rendendo ogni esperienza di degustazione un momento unico e memorabile.

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